"Abbiamo deciso di rafforzare la nostra solidissima cooperazione, anche lavorando su nuovi fronti come ocean gas e off shore e questo consentirà d rafforzare il flusso di gas". Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle dichiarazioni congiunte con il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune. "In questi anni insieme al presidente Tebboune - ha sottolineato Meloni - noi abbiamo lavorato per rendere la nostra amicizia ancora più forte. Penso di poter dire oggi che il rapporto tra le nostre nazioni non è mai stato così solido e così proficuo. Sono convinta che la cooperazione tra l'Italia e l'Algeria possa rappresentare sempre di più un modello da seguire". Quella ad Algeri è la seconda della presidente del Consiglio Giorgia Meloni dopo quella del 22 e 23 gennaio 2023. Nel corso del bilaterale, oltre che del flusso di gas, Meloni e il presidente Tebboune si sono confrontati sui principali dossier internazionali, a partire dalla crisi in Iran e Libano e dalla situazione a Gaza, ma anche sui rapporti con la Libia, nazione con cui l'Algeria condivide quasi 1000 chilometri di confine. Ci colleghiamo con Vincenzo Miglietta, Radiocor da Algeri.
Confindustria: nel 2026 Pil al ribasso (+0,5%) se il conflitto termina ora
Con le previsioni di primavera, il Centro studi di Confindustria rivede al ribasso la crescita 2026 per l'impatto del conflitto in Iran. Tre gli scenari: con guerra fino a fine anno il Pil andrebbe in recessione (-0,7%), con conflitto fino a giugno resterebbe fermo (0%), mentre con uno stop entro marzo si fermerebbe a +0,5%, sotto il +0,7% stimato in autunno. Il conflitto spingerebbe fortemente i prezzi energetici: +12% nello scenario breve, +60% in quello intermedio, fino a +133% nel peggiore, con effetti diretti sull'inflazione fino a +13 punti e ulteriori rincari nei mesi successivi per l'effetto a catena sui prezzi. Per le imprese manifatturiere i costi energetici aumenterebbero di 7 miliardi l'anno nello scenario intermedio e fino a 21 miliardi in quello peggiore. Confindustria sollecita misure urgenti a livello italiano ed europeo per sostenere economia, imprese e famiglie. Facciamo il punto con Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria.
Ita Airways archivia il 2025 con il primo risultato netto positivo dalla nascita
Ita Airways chiude il 2025 con il primo utile netto dalla nascita, pari a 209 milioni di euro, in miglioramento di 436 milioni rispetto al 2024. Per il secondo anno consecutivo registra un Ebit positivo (25 milioni), mentre i ricavi restano stabili a 3,2 miliardi, sostenuti dal traffico passeggeri in lieve crescita. Migliorano anche Ebitda (404 milioni) e cassa (639 milioni). La flotta sale a 106 aerei, di cui il 70% di nuova generazione. Nonostante il calo di voli e passeggeri, cresce il load factor all'83,4%. Pesano però il contesto geopolitico, i vincoli Ue sull'ingresso di Lufthansa, i problemi ai motori Pratt & Whitney e l'assenza di un partner sulle rotte con gli Stati Uniti. La compagnia punta ora a consolidare la redditività riducendo i costi di leasing e rafforzando le sinergie con Lufthansa. Il commento è di Ugo Arrigo, professore associato presso l'Università Bicocca di Milano.