Il 3 gennaio 1954 la voce suadente dell’annunciatrice Fulvia Colombo avvia la storia della TV italiana e, con essa, una nuova era. Carlo, il giovane protagonista del romanzo, all’inizio della propria vita di commerciante, non può permettersi televisore, come la quasi totalità degli italiani. Ma il fascino del piccolo schermo cresce rapidamente. Si fa sempre più impellente organizzare la pubblicità, arma potentissima e invasiva. In Italia se ne intuisce però la pericolosità e si sceglie, una volta tanto, di non copiare gli americani. Viene inventato Carosello: pochi minuti, regole ferree, tanta creatività. Molti lo racconteranno poi come il momento in cui il Paese iniziò a drogarsi di consumismo, ma è anche vero che fu una intuizione originale e brillante, capace di unire spettacolo, ironia e promozione, lasciando un’impronta profonda nell’immaginario collettivo e nel modo di raccontare l’Italia a sé stessa.