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Matteo Serra & VOIS
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    Speciale Linee Mondiali - Gruppo H: Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay

    17/06/2026 | 19 min
    Linee Mondiali - Episodio 8

    Gruppo H - Spagna, Capo Verde, Arabia Saudita e Uruguay

    La Spagna è una delle grandi favorite per la vittoria finale. È campione d’Europa in carica e ha una squadra piena di talento e di giocatori di alto livello, su tutti il fenomeno Lamine Yamal. Gioca un calcio verticale e meno fissato con il possesso palla. Sono al Mondiale per vincerlo. La politica spagnola è guidata da Pedro Sanchez, uno dei leader politici più importanti del presente, simbolo di cosa voglia dire governare un paese seguendo l’ideologia della sinistra progressista. Ha riconosciuto la P4lestin4, e si è schierato apertamente contro Trump, ma il suo potere è fragile per via di opposizioni interne e di un rapporto delicato con i partiti indipendentisti. La spagna sta bene economicamente, cresce e investe, ma il problema principale è quello abitativo, con i costi delle case che rimangono molto alti e pesano sulla popolazione più giovane.

    Capo Verde è una delle nazionale esordienti al Mondiale e rappresenta una delle belle storie di questa coppa del mondo. È un arcipelago nell’oceano atlantico, che fa parte del continente africano, dove vivono mezzo milione di abitanti. Sono soprannominati Squali Blu e arriva al mondiale dopo aver vinto il girone ed eliminato il Camerun. Come si è visto nella partita d’esordio contro la Spagna, sono una squadra tutt’altro che scarsa, che sta crescendo molto. I suoi giocatori sono nati per lo più all’estero, e hanno poi scelto di giocare per Capo Verde. Sono solide economicamente e politicamente, anche se non hanno risorse sul loro territorio. Il Mondiale del 2026 sarà anche il loro.

    L’Arabia Saudita è uno dei paesi che è stato più al centro delle dinamiche sportive mondiale in questi anni. Tutto parte del progetto Vision 2030 di Mohammes Bin Salman, il principe ereditario che controlla il paese, determinato a costruire un nuovo futuro per l’Arabia Saudita in cui il petrolio non è l’unico elemento su cui basare tutto, come succede adesso. In questo lo sport gioca un ruolo molto importante. Sono ricchi, ma hanno dovuto rivedere alcune spese perché eccessive anche per loro. Rimangono una monarchia assoluta, senza partiti e che reprime il dissenso, dove donne e minoranze vivono ancora in condizioni di netta sottomissione.

    La storia dell’Uruguay è connessa al Mondiale, perché hanno ospitato - e vinto - la prima edizione del 1930, per poi anche essere protagonisti nel 1950 del Maracanazo del Brasile, una delle pagine più note della storia della coppa del Mondo. Nonostante siano soltanto 3 milioni e mezzo di persone in un territorio schiacciato tra due giganti come Brasile e Argentina, l’Uruguay ha da sempre tantissimo giocatori di ottimo livello. Sono un paese solido economicamente e politicamente, il più stabile dell’America Latina, dove il problema principale è l’invecchiamento della popolazione che rende complesso favorire il progresso.

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  • LINEE — Dentro lo Sport

    Speciale Linee Mondiali - Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda

    16/06/2026 | 19 min
    Linee Mondiali - Episodio 7

    Gruppo G: Belgio, Egitto, Iran e Nuova Zelanda

    Il Belgio arriva al Mondiale con la sensazione che il suo miglior momento sia passato, senza tuttavia lasciare realmente il segno. La generazione dorata, quella che è arrivata 3° nel 2018, non c’è più. Al suo posto una squadra dove ancora sono decisivi De Bruyne, Lukaku e Courtois, ma senza più il piglio di un tempo. Rimane una squadra forte, piena di talento, con meno ambizioni ma forse più leggera. Economicamente il Belgio è un paese molto importante, il porto di Anversa è tra i più importanti del mondo ed è al centro delle dinamiche politiche ed economiche dell’Europa. Internamente però è molto diviso tra le sue varie etnie, cosa che genera una situazione politica di non facile lettura. (Il soprannome della nazionale è "Diavoli Rossi" e non "Furie Rosse", come si dice erroneamente).

    L’Egitto è la nazionale più vincente del calcio africano, ma al mondiale non ha mai ottenuto gran ché. La squadra ha in Salah il suo simbolo sportivo e umano, il giocatore più importante del calcio arabo, icona totale della Nazione. Gli egiziani amano molto il loro paese e la loro storia, e quindi anche la Nazionale, nella quale trasmettono tutto il loro orgoglio. Il paese però vive una condizione complessa, con il potere nelle mani autoritarie di Al Sisi, l’ex generale che governa secondo schemi dittatoriali, reprimendo il dissenso. L’Egitto ha una posizione strategica molto importante per tutte le dinamiche geopolitiche del medio oriente, e spera di vivere un mondiale importante

    L’Iran è la squadra più attenzionata del Mondiale, che gioca all’interno di un paese che ha dichiarato gu377a al proprio. Arriva al Mondiale tra mille tensioni e polemiche, ha chiesto di giocare in Messico ma gli è stato negato, e vive in condizione di isolamento nel suo ritiro. La gu377a sta condizionando la vita del paese, finito al centro di tutti i discorsi mondiali che riguardano l’economia e la sicurezza. Dopo la morte di Ali Khameni, il potere è passato al figlio, anche se a reggere il paese sono nei fatti i militari Pasdaran. L’Iran è un paese ricco di risorse, molto grande e popoloso, ma dove la gente vive repressa e in costante difficoltà.

    La Nuova Zelanda è sinonimo di tutti, sportivamente parlando, del rugby, con gli All Blacks, ma anche gli All Whites, il soprannome della nazionale maschile di calcio, riescono a qualificarsi al Mondiale. È la terza volta nella storia, dopo il 1982 e il 2010, dove non hanno perso neanche una partita, pur venendo eliminati al girone. Sono un paese stabile e con solide istituzioni, dove però i costi della vita sono diventati un problema, tanto che sempre più giovani stanno lasciando il paese per andare soprattutto in Australia. Al mondiale non hanno niente da perdere, sono abituati a farsi i fatti loro, ma proprio per questo possono essere un avversario molto scomodo.

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    Speciale Linee Mondiali - Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia e Tunisia

    12/06/2026 | 16 min
    Linee Mondiali - Episodio 6

    Gruppo F: Olanda, Giappone, Svezia e Tunisia

    L'Olanda è la squadra più forte della storia a non aver mai vinto un Mondiale: ha fatto 3 finali, tutte perse. Due risalgono agli anni '70, a Cruyff e al Calcio Totale, e una al 2010, sconfitta dalla Spagna. Ha una squadra sempre di qualità, che può accendersi come spegnersi. Dal punto di vista politico è un paese molto frammentato, caratterizzato da grande instabilità e da alcuni problemi sociali, anche se l'economia rimane su livelli stabili.

    Il Giappone è un paese in cui il calcio è cresciuto molto. Nel 2022 hanno battuto Spagna e Germania nel girone, e dopo la prima partecipazione del 1998 non hanno più mancato un Mondiale. Sono uno dei paesi più vecchi del mondo; è guidato da una donna, Sanae Takaichi, e la loro economia è tra le più importanti del mondo, anche se inflazione e debolezza della moneta rappresentano un problema.

    La Svezia ha fatto una finale, nel 1958, quella resa celebra da Pelé e dalla prima vittoria di sempre del Brasile. Sono un paese con un buon livello calcistico, anche se mai del tutto capaci di fare il salto di qualità. Il principale problema nel paese sono le bande armate, che rimandano a questioni legate a immigrazione e integrazione. Anche su questo si giocheranno le elezioni presidenziale, che saranno alla fine del Mondiale.

    La Tunisia vive una condizione molto complessa dal punto di vista politico ed economico. Il Presidente Kaïs Saïed ha instaurato una sorta di dittatura, imprigionando gli oppositori politici, mentre l'economia cresce poco, con salari bassi e poche prospettive. L'unica nota positiva è il turismo. La squadra è mediocre, senza stelle, ma è una delle nazionali con maggior tradizione del calcio africano.

    I(l loro soprannome è "Aquile di Cartagine", non "Ali di Cartagine", come si dice nella puntata per un errore di editing di cui mi scuso)

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  • LINEE — Dentro lo Sport

    Speciale Linee Mondiali - Gruppo E: Germania, Costa d'Avorio, Ecuador e Curaçao

    10/06/2026 | 14 min
    Linee Mondiali - Episodio 5

    Gruppo E: Germania, Costa d’Avorio, Ecuador e Curaçao

    La Germania è una delle grandi nazionali della storia del calcio: ha vinto 4 volte, e ha giocato altre 4 finali. Ha saltato soltanto due volte la Coppa del Mondo: la prima edizione del 1930, e quella del 1950 per le vicende della Seconda Guerra Mondiale. 

    È un paese dalla grande tradizione e abituato a dettare i ritmi, nel calcio come nell’economia, ma che da qualche anno ha perso un po’ la rotta. Ai Mondiali del 2018 e del 2022 la Germania è uscita ai gironi, e anche a livello economico, tra concorrenza con la Cina e problematiche con la Russia, sta vivendo un periodo molto delicato e complesso. 

    La Costa d’Avorio è una delle realtà più solide di tutta l’Africa. Ha un’economia che si basa molto sul calcio, di cui è uno dei principali produttori al mondo, e a livello politico c’è una buona stabilità. Il calcio rappresenta molto nelle strategie e nelle ambizioni future della nazione, come dimostrano i tanti soldi per organizzare la Coppa d’Africa del 2024, giocata in casa, e poi vinta. La squadra non è più quella di Drogba e Yaya Toure, ma ha buoni giocatori. 

    L’Ecuador dal punto di vista calcistico sta vivendo un periodo molto florido, con tanti talenti e una squadra arrivata dietro soltanto all’Argentina nel gruppo di qualificazione sudamericano. A livello economico invece il paese è molto povero, e la politica è determinata dalla presenza dei Narcos, che fanno della sicurezza la principale questione. Arrivano al Mondiale per stupire. 

    Curaçao è la nazione più piccola e meno popolosa di sempre a qualificarsi a un Mondiale. Si tratta di una piccola isola caraibica dove si vive bene. Fa parte del Regno d’Olanda, ma è indipendente a livello politico e sportivo. Essere al Mondiale per loro è un grande traguardo. L’allenatore, Dick Advocaat, è un olandese gira mondo. 

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  • LINEE — Dentro lo Sport

    La storia di Gianni Infantino, una breve guida al Mondiale 2026 & le altre notizie

    09/06/2026 | 28 min
    Episodio numero 158

    Chi è realmente Gianni Infantino, la figura che da 10 anni controlla la Fifa e il calcio mondiale? 

    É quello che allarga il Mondiale a 48 squadre e aiuta la diffusione del calcio, o quello che porta la Coppa del Mondo nella Russia di Putin e in un paese che non rispetta i diritti umani come il Qatar?

    È quello che “permette che il calcio esista in 150 paesi”, come dice lui stesso, o quello che ha messo il suo nome su un trofeo e che ha creato un premio per la pace apposta per Donald Trump?

    Per rispondere a queste domande bisogna ripercorrere la sua vita e la sua carriera nella politica dello sport, iniziata come un anonimo burocrate che al massimo faceva i sorteggi di Champions League, e che l’ha portato a diventare una delle figure di potere più importanti dello sport mondiale. 

    In questa puntata di Linee analizziamo la storia di Gianni Infantino, per capire, attraverso di essa, quale potrebbe essere il futuro della Fifa e del calcio. 

    Inoltre, in vista dell’inizio del Mondiale 2026, una breve guida con tutto quello da sapere, dalle città in cui si gioca alle favorite per la vittoria finale. 

    E poi le altre storie della settimana: la vittoria Zverev al Rolland Garros; i successi di Kimi Antonelli in F1 e della Nazionale italiana maschile di calcio Under-17, e le sconfitte, inattese, di Armand Duplantis nel salto con l’asta e della nazionale femminile di pallavolo. 

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Acerca de LINEE — Dentro lo Sport
Uno dei detti più famosi dello sport è che non conta vincere, ma partecipare.  Partecipare oggi vuol dire anche comprendere che, nel nostro mondo dove tutto è causa ed effetto di qualcosa, un evento sportivo non è mai solo un evento sportivo.    Linee vi accompagna in giro per il mondo seguendo la bussola dello sport, provando a capire come l'economia, la cultura, la società e la politica entrino nelle vicende dello sport, influenzandole e facendosi influenzare.    Linee è un prodotto di Matteo Serra per VOIS: 30 minuti ogni settimana, tutti i martedì, per ascoltare il primo podcast di approfondimento sportivo italiano, dove ogni disciplina e ogni notizia ha la sua dignità.    Puoi seguirci sulla pagina Instagram @lineepodcast e scriverci suggerimenti e commenti a lineepodcast@gmail.com. Per iscriverti alla Newsletter di Linee, CLICCA QUA   — Questo podcast fa parte dell'universo di VOIS. Per scoprire di più, segui @vois.fm su Instagram o visita il sito https://vois.fm/ — 📩 Per Collaborazioni o Sponsorship: sales@vois.fm
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