Il sentimento senza misura
Il bene per un figlio non è misurabile tracci un’ordinata su un foglio ma lo attraversa inesorabile
allora lo giri di 90 gradi lo metti in verticale ma hai una vertigine e cadi è colpa del corpo astrale
come fissi su carta un’emozione la penna non sa dove fermarsi il braccio in massima estensione vuole ancora allontanarsi
allora pensi alle ascisse con stupore quale numero può essere tanto ardito da misurare un amore che tende all’infinito?
L’unità di misura materiale non è stata ancora pensata: in questo spazio tridimensionale ne servirebbe una alata.
Dicono che non si deve dire “ti amo” ai figli, ma “ti voglio bene”, eppure mi sento di dissentire tanta emozione non si contiene
e quell’espressione, non è sufficiente ad esprimere un’emozione così travolgente.
Se ci pensi nasce dal nulla e si autoalimenta da quando lo vedi in culla a quando con la moglie si presenta
e va oltre, oltre il tempo.. il tempo: che misura insignificante, come un soffio di vento per un’emozione tanto importante.
Servirebbe proprio esplorare i piani sottili del nostro essere ma quando ti metti a cercare la mente pulsa e vorrebbe esplodere.
Allora ci provi col cuore ma è un esercizio complesso torni a pensare e succede lo stesso.
Sciocco tentar la misura dell’amor per un figlio lo si vedrà nei tuoi occhi lontano un miglio.