Se i rappresentati europei affermano con fermezza le proprie posizioni, sulla condotta di Israele o magari sulla guerra di Mosca in Ucraina, lo scontro verbale risulta inevitabile. Ne parliamo a Europa Europa, domenica alle 11,30. È accaduto questa settimana, proprio mentre l'Ue compie un passo significativo sul fronte delle politiche migratorie e definisce il bilancio del prossimo settennato. Da una parte il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, rompe con la responsabile della Politica Estera Ue Kaja Kallas, e annuncia l'interruzione di ogni contatto con l'Alta rappresentante Ue, accusandola di ostilità verso lo Stato ebraico per aver evocato il paragone con il Sudafrica dell'apartheid. Dall'altro il ministro degli Esteri russo Lavrov che accusa Bruxelles di non cercare la pace ma di voler fare dell'Ucraina "una piattaforma di lancio per continuare la sfida contro la Russia". Un momento di alta tensione diplomatica, cui ci dovremo abituare, soprattutto se vogliamo che l'Europa pesi davvero sullo scena internaizionale.